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Gli Alumni si raccontano: Venti Minuti per...Il Sociale. Il resoconto.

5 Ottobre 2018 12:47 - 5 Ottobre 2018 12:47

Il 27 settembre scorso, nella stupenda cornice di Villa Forno ha avuto luogo il secondo appuntamento organizzato da BicoccAlumni e Biblioteca di Ateneo per i festeggiamenti del Ventennale.

Il filo conduttore della serata è stato il Sociale, inteso in senso ampio. Esperienze e racconti di impegno lavorativo, scommesse imprenditoriali, attività di volontariato e esperienze personali

 

Tra gli ospiti dell'evento era presente anche il Rettore Cristina Messa, che ha introdotto la serata con il suo saluto beneaugurale. “Siate ambasciatori della voglia di restare vicini all’Università, un momento di formazione e transizione unico" sono state le sue parole, dopo i complimenti all'associazione e al lavoro che stiamo facendo per contribuire a creare lo spirito di appartenenza Bicocca.

 

Dopo l'introduzione del Direttore della Biblioteca di Ateneo Maurizio Di Girolamo e di Andrea Beretta, membro del Consiglio Direttivo di BicoccAlumni, hanno parlato i relatori.

 

 

Il primo a prendere la parola è stato Vittorio Fontanesi con il suo intervento dal titolo "Come nasce Tisostengo – da Caregiver a Imprenditore".  

tiSOStengo è piattaforma web innovativa volta a ridurre la complessità dei processi di comunicazione, ricerca e relazione nel mondo della salute, raccogliendo in un solo luogo tutte le informazioni che servono ad un utente che ha bisogno di cure, includendo anche quei servizi che possono essere utili durante una giornata di cura, anche se non strettamente medici.

Vittorio racconta come la necessità di creare questa startup sia nata dalla sua esperienza personale, poiché per motivo famigliari si è ritrovato a ricoprire il ruolo di "caregiver" e si è dovuto scontrare con la difficoltà di doversi barcamenare tra le varie strutture sanitarie spesso completamente scollegate tra loro, da qui l'idea di tiSOStengo. 

Fondare una startup non è sempre facile, soprattutto considerando la sua finalità etica e sociale ma Vittorio ci ha fatto vedere come non ha ceduto davanti alle prime difficoltà e sta riuscendo a portare avanti il suo progetto con concretezza e flessibilità.

 

Il secondo intervento ha raccontato una sfumatura diversa del Sociale, con Jakob Panzeri siamo entrati nel mondo della Poesia, con il suo intervento "Medicina e Poesia"

Jakob è innanzitutto un medico chirurgo iscritto all'ordine dei medici di Lecco, ma anche un poeta. Grazie a questa sua passione ha vinto diversi concorsi letterari e pubblicato anche un libro.

Durante il suo intervento ha condiviso con noi le sue fonti di ispirazione: il libro "La Peste" di Albert Camus, che gli ha fatto decidere di diventare medico ed Ernesto Cardenal, con la sua concezione della poesia come mezzo di cambiamento sociale.

Grazie all'associazione "Poeti fuori strada" Jakob partecipa a laboratori di poesia nelle RSA e ci racconta di come i residenti anziani partecipano con entusiasmo e scoprono la poesia come mezzo per far emergere un mondo interiore spesso quasi dimenticato. Alla fine del suo intervento ha condiviso con noi alcune poesie frutto proprio di questi laboratori.

 

Il terzo intervento, quello di Sara Silvera Darnich, ci ha portato nel mondo dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), con il titolo "Alzi la mano chi non è disabile"

Sara lavora come educatrice con i bambini con disabilità e ci ha raccontato di come questo lavoro le riesca particolarmente bene soprattutto in situazioni di DSA. Proseguendo con il racconto della sua vita scopriamo che anche lei soffre di un disturbo della coordinazione, scoperto in tempi recenti, la Disprassia.

Con Sara abbiamo capito in cosa consiste questo disturbo e di come lei affronti la sua vita, superando i limiti imposti dalla sua condizione, con forza e determinazione, portando sé stessa come esempio di come determinate situazioni patologiche debbano essere trattate con maggior leggerezza e che, attraverso piccole strategie, le persone affette da DSA possono vivere una vita più che normale.

 

L'ultimo intervento "Carcere, Università e Teatro. L'esperienza del gruppo Giochi di Luci e Ombre" di Margherita Papi e Laura Longoni, ci racconta una storia diversa, un progetto di teatro nelle carceri nato in università.

Grazie al corso di Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali in Bicocca entrano in contatto con il Prof Giasanti che ha un progetto in testa, quello di creare un laboratorio di teatro nelle carceri e così nasce Giochi di Luci e Ombre.

Margherita e Laura raccontano di un mondo a molti sconosciuto, fatto di storie personali e di sofferenza, nel quale loro sono entrate con difficoltà ma che sta portando grandi soddisfazioni visto il successo che sta avendo lo spettacolo.

L'impegno delle nostre Alumne non finisce qui, poiché si stanno occupando di un altro bellissimo progetto questa volta fuori dal carcere, che si chiama "Mi liberi se". Si tratta di un laboratorio portato avanti con una persona detenuta in regime di semilibertà, i cui incontri si sono svolti in Ateneo e che si concluderà con la stesura di un testo teatrale.

 

Durante la serata è stato organizzato anche un aperitivo per permettere a tutti di conoscersi e scambiarsi opinioni su quanto ascoltato e sulle proprie esperienze personali.

 

Un ringraziamento va a tutti i presenti e i relatori che hanno reso questa serata unica. Un ringraziamento speciale va al Rettore per il suo supporto e sostegno al progetto BicoccAlumni.

 

Il prossimo evento si svolgerà presso la sede della Biblioteca di Ateneo l'8 novembre e siete tutti invitati a partecipare fin da ora.

 

AGGIORNAMENTO:

Guarda il video completo dell'evento!