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Silvia Valadè

Silvia Valadè è psicologa e psicoterapeuta, ha conseguito la laurea magistrale presso l'Università degli Studi di Milano - Bicocca e successivamente la specializzazione in psicoterapia in Area G, scuola ad orientamento Psicoanalitico per Adolescenti e Adulti.
SI è avvicinata negli anni al “mondo della tutela”, grazie all’esperienza passata in CTiF (ex centro per la cura del trauma), in cui ha svolto attività di psicoterapeuta.

Intervista a Silvia Valadè

14 Maggio 2021

Silvia Valadè è oggi psicologa e psicoterapeuta, ha conseguito la laurea magistrale presso l'Università degli Studi di Milano - Bicocca e successivamente la specializzazione in psicoterapia in Area G, scuola ad orientamento Psicoanalitico per Adolescenti e Adulti.
SI è avvicinata negli anni al “mondo della tutela”, grazie all’esperienza passata in CTiF (ex centro per la cura del trauma), in cui ha svolto attività di psicoterapeuta.
Negli anni ha avuto anche l’occasione di approfondire le sue conoscenze nel campo della psicologia giuridica e di diventare CTP, Ausiliario del Giudice per le audizioni protette. 

La sua passione per la promozione della cultura psicologica l’ha portata a diventare componente attivo del consiglio direttivo del CSCP (Centro Studi per la Cultura Psicologica), che da circa dieci anni promuove e organizza eventi e attività di formazione.
Silvia Valadè è anche docente presso la Bicocca!

Leggiamo insieme come ha risposto alle nostre domande …. 

 

Qual è stato il suo background accademico?  

 

Mi sono laureata in Psicologia clinica e Neuropsicologica presso l’Università degli Studi di Milano - Bicocca, ormai diversi anni fa!

 

Ci spieghi brevemente: di cosa ti occupi oggi? Come sei arrivata fino a qui? 

 

Sono Psicologa e Psicoterapeuta dell’età evolutiva e dell’adulto; Giudice Onorario presso la Corte d'Appello di Milano Sezione V (Minori, Persone, Famiglia); Consigliere dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia; Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano- Bicocca dove insegno ”Valutazione e intervento in psicopatologia dello sviluppo” e cultrice della materia del corso di ”Neuropsichiatria infantile”; Consulente Tecnico d’Ufficio e Ausiliario del Giudice presso il Tribunale Ordinario e il Tribunale per i Minorenni di Milano.
È stato un percorso costruito durante molti anni di formazione e grazie anche ai legami creati nel periodo universitario, oltre che ai contatti creati durante i diversi tirocini formativi.

 

Abbiamo letto che ha passato molto tempo all’interno del CTiF (ex centro per la cura del trauma). Ci spiega brevemente di cosa si tratta? 

 

L’esperienza in CTiF è stata fondamentale nella mia strada professionale!
Il Centro era formato da tre comunità educative ed un centro clinico.
Il lavoro di equipe metteva a confronto il lavoro educativo con quello clinico, creando una sorta di “clinica del quotidiano” in cui i bambini/ragazzi erano seguiti in tutti gli aspetti del loro periodo di inserimento all’interno della comunità.
Si trattava per lo più di minori gravemente traumatizzati.
La cura di questo tipo di pazienti rimane ancora oggi uno degli aspetti più significativi del mio lavoro.

 

Che cosa l’ha spinta ad avvicinarsi alla “psicologia giuridica”? 
Qual è il lavoro di una psicologa in un tribunale?

 

I minori inseriti nelle comunità di CTiF avevano (ed hanno) in svariati modi contatti con il Tribunale perché affidati al comune o perché sentiti in ambito giudiziario.
Da qui il mio interesse per la psicologia giuridica, che è quella branca in cui la psicologia incontra il tribunale.
Tra i vari ruoli che lo psicologo può ricoprire in questo ambito c’è quello dell’Ausiliario,a supporto dei Giudici durante l’ascolto protetto dei minori, del CTU come esperto che risponde mediante approfondita relazione ad alcuni quesiti del giudice, sino al Giudice Onorario che affianca il Giudice togato all’interno del collegio.

 

In quanto membro di CSCP (Centro Studi per la Cultura Psicologica), quanto ritiene importante la promozione della cultura psicologica? 

 

Ritengo sia davvero importante!
Come CSCP, abbiamo cercato di
 avvicinare la realtà lavorativa alla realtà universitaria e mantenere sempre viva la possibilità di creare un confronto permanente, certi che possa promuovere la nascita di nuove riflessioni e l’opportunità di allargare e arricchire la formazione di base, valorizzando la complessità di ogni percorso di apprendimento.

Oggi, il Centro Studi per la Cultura Psicologica si propone, cercando di favorire un dialogo maieutico e stimolante, come un’opportunità di crescita e apertura a diverse realtà e prospettive sia per i giovani in formazione che per i professionisti.

 

Quanto hanno influito gli studi presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca sul suo percorso? 

Il percorso universitario è stato fondamentale sia per i contenuti appresi ma anche per il contatto con i docenti, che hanno anche dopo (in modo imprevisto) continuato ad influenzare e sostenere il mio lavoro.

 

Cosa ne pensa del networking?

 

Ritengo sia fondamentale per conoscersi e farsi conoscere.