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Alessia Balsamo

Alessia Balsamo: dalla Bicocca alla Cyber Security, un percorso tra diritto, tecnologia e gestione del rischio

15 Luglio 2026

INTERVISTA PER L'INIZIATIVA  "CHE GENERE DI LAVORO FAI?" ORGANIZZATA IN COLLABORAZIONE CON BICOCCA JOB PLACEMENT

Alessia Balsamo ha iniziato il suo percorso in Bicocca nel 2013, laureandosi in Giurisprudenza. Durante gli anni universitari ha arricchito la propria formazione attraverso esperienze internazionali, progetti extracurricolari e percorsi di approfondimento che l’hanno portata ad avvicinarsi al mondo della Cyber Security. Oggi lavora nell’ambito dell’IT Risk, occupandosi di analisi e gestione del rischio tecnologico nel settore bancario.

Abbiamo intervistato Alessia Balsamo, Alumna Bicocca laureata in Giurisprudenza, che oggi lavora nel campo della Cyber Security, in particolare nell’ambito dell’IT Risk per il settore finanziario. Il suo percorso racconta come una formazione giuridica possa diventare un valore aggiunto anche in un contesto altamente tecnologico e regolamentato.

Chi sei e quale ruolo ricopri?

Mi chiamo Alessia Balsamo e lavoro nel settore della Cyber Security, in particolare in una branca chiamata IT Risk. Mi occupo di calcolo e analisi del rischio tecnologico per il settore bancario.

Attualmente lavoro in banca, mentre in precedenza ho maturato esperienza in una società di consulenza, seguendo principalmente realtà del mondo finanziario, banche e assicurazioni.

Qual è stato il tuo percorso di studi in Bicocca?

Ho iniziato il mio percorso di studi in Bicocca nel 2013, iscrivendosi a Giurisprudenza, un corso di laurea magistrale a ciclo unico.

Durante gli anni universitari ho avuto la possibilità di vivere molte esperienze, anche grazie all’ampia offerta formativa dell’Ateneo. Ho partecipato al programma Erasmus, ho studiato all’estero attraverso le Summer School e ho preso parte a numerosi progetti extracurricolari.

Sono state esperienze molto importanti, perché mi hanno permesso di ampliare il mio sguardo, confrontarmi con contesti diversi e sviluppare competenze che si sono rivelate utili anche nel mio percorso professionale.

Raccontaci meglio di cosa ti occupi e come sei arrivata all’attuale professione

Il mio lavoro consiste nell’individuare e analizzare le minacce che possono presentarsi a livello tecnologico e umano per gli enti finanziari, cercando poi soluzioni efficaci per gestire e ridurre l’impatto.

L’ambiente bancario è fortemente regolamentato e, da questo punto di vista, la mia formazione giuridica mi ha aiutata molto. Mi permette di comprendere che cosa si può fare, che cosa non si può fare e, soprattutto, di trasmettere questi concetti anche a persone che hanno una formazione diversa dalla mia, ad esempio più tecnica o informatica.

Sono arrivata a questo settore grazie a uno stage pubblicato sul sito dell’Università. L’offerta era rivolta a donne interessate a entrare nell’ambito della sicurezza informatica. Negli ultimi anni di università avevo già iniziato ad approfondire temi al di fuori del diritto in senso stretto, seguendo corsi online e avvicinandomi alla materia.

Dopo la laurea ho iniziato il mio percorso nella consulenza e lì ho capito che l’ambito del rischio tecnologico era particolarmente adatto a me. Mi piace analizzare, studiare, comprendere i problemi e cercare soluzioni innovative: tutti aspetti centrali nel lavoro che svolgo oggi.

Quali sono le sfide per una donna nel tuo settore?

Nel settore tecnologico le sfide per una donna sono ancora diverse. Nel mio caso, ad esempio, lavoro in un dipartimento composto da circa venti persone e sono l’unica donna.

Credo però che la sfida riguardi soprattutto le aziende e la loro capacità di coinvolgere un numero maggiore di figure femminili, più che le donne stesse e la loro volontà di partecipare.

Una delle difficoltà è legata al fatto che, quando si è l’unica donna in un determinato contesto, si rischia di sentire il peso di dover rappresentare un’intera categoria. Se sono sola, potrei sembrare il 100% delle donne presenti, ma in realtà rappresento solo me stessa, il mio lavoro e il mio percorso.

La vera sfida è ricordarsi che non bisogna dimostrare nulla a nessuno in quanto donna: bisogna semplicemente concentrarsi su ciò che si fa, sulle proprie competenze e sul valore che si porta nel proprio ruolo.

Quale consiglio daresti alle giovani e ai giovani che vogliono iniziare una carriera in questo settore?

Il consiglio che darei è di non fermarsi soltanto alla facoltà scelta durante gli anni universitari. Se c’è interesse verso la Security o la Cyber Security, bisogna provare ad approfondire, anche attraverso corsi online, oggi disponibili in moltissime forme e offerti sia da grandi aziende sia da realtà più piccole.

Non bisogna avere paura di non possedere fin da subito tutte le competenze tecniche necessarie, perché le competenze si possono imparare. Quello che conta è avere una mente aperta, saper dialogare, sapersi spiegare e comprendere che nel lavoro ci si confronta con interlocutori molto diversi.

Lo stesso messaggio, ad esempio, può dover essere comunicato in modo diverso a una persona che lavora nell’IT e a una persona che lavora nell’area legal. Per questo è importante sapersi adattare, trovare il linguaggio giusto e cercare soluzioni innovative.

La tecnologia evolve molto velocemente: ciò che funzionava ieri potrebbe non funzionare domani. Per questo servono curiosità, capacità di apprendimento e disponibilità a mettersi continuamente in gioco.